Da Castell'Arquato al Monte Giogo

Presentazione

Più immediato di un libro di storia, il profilo che le torri e gli antichi palazzi disegnano sullo sfondo del cielo racconta l'importanza che Castell'Arquato ebbe nel medioevo, quando la sua posizione dominante nella Val d'Arda lo rese uno dei centri più importanti del Piacentino. Dai vescovi, che lo governarono per buona parte del XIII secolo, agli Scotti; dai Visconti agli Sforza, che ne tennero il controllo fino all'inizio del 1700, per lasciarlo poi ai duchi di Parma e Piacenza; di ogni periodo rimane traccia nella magnifica architettura che fa di Castell'Arquato un borgo paragonabile a quelli, celebri nel mondo, che sorgono sulle colline umbre e toscane. All'interesse storico dell'abitato si aggiunge quello scientifico: una delle nove sezioni in cui è divisa la Riserva naturale geologica del Piacenziano si estende lungo il crinale che va da Castell'Arquato a Lugagnano, sulla sinistra idrografica dell'Arda.

E proprio su questo crinale si snoda l'escursione, che conduce al Monte Giogo, sovrastante Lugagnano. Nonostante la sua modesta altezza (460 m), questa cima è una terrazza panoramica da cui si dominano la valle, fin quasi alla diga di Mignano, e i non lontani rilievi del Parco Provinciale. Lungo tutto l'itinerario l'esperto di geologia potrà sbizzarrirsi in diversioni tra prati e calanchi, alla ricerca di tracce di un lontano passato. L'appassionato di trekking o, semplicemente, chi ama le passeggiate all'aria aperta, ricaverà comunque una bella soddisfazione dall'ascesa non troppo impegnativa, riservandosi di ammirare gli importanti fossili della zona conservati nel museo di Castell'Arquato.

L'avvicinamento in auto

Al semaforo che si incontra entrando a Castell'Arquato si gira a destra, se si arriva da Carpaneto (o si procede dritto, provenendo da Fiorenzuola) e si percorre tutta la circonvallazione che porta ai parcheggi 3 e 4 (ben segnalati). Una volta raggiunto il parcheggio 4, si gira a destra, intorno al cimitero, e si procede finché la strada asfaltata, nei pressi della località Costa Negri (come riferimento è presente un cartello che impone il limite di velocità di 30 km/h), piega a destra, mentre dritto davanti a sé inizia un'ampia sterrata. Qui si lascia l'auto.

L'escursione

Imboccata la sterrata, dopo 2 minuti si va dritto seguendo il cartello di un'azienda agricola in località Pozzali. Ancora dritto 2 minuti più tardi, e 5 minuti dopo si segue la piega a sinistra della carreggiabile, lasciando alla propria destra una diramazione. Un altro minuto e si va dritto, come pure 4 minuti dopo, seguendo ancora l'indicazione per Pozzali. In 7 minuti si arriva a un altro bivio; ancora dritto, questa volta abbandonando la direzione Pozzali. Dopo 4 minuti gli alberi cominciano a infittirsi. Ancora 2 minuti e si raggiunge una casa isolata proprio dove un sentiero si stacca, a destra, per salire su una modesta altura. Se non si ha la curiosità di esplorarla, si procede dritto, per la prima volta in discesa. Per 10 minuti si cammina perdendo quota, finché di arriva a un bivio: il giardino di una casa, dritto davanti a sé, divide le due strade.

Si segue quella di destra, che prende a salire verso un vicino rilievo. In 8 minuti si raggiunge un altro bivio, riconoscibile per la presenza di un cippo in memoria di un partigiano caduto, e si tiene la sinistra, ancora in salita. Meno di 10 minuti più tardi si arriva a un valico, ormai in vista del Monte Giogo, inconfondibile grazie alla croce sommitale e, purtroppo, anche a causa del pannello telefonico riflettente. Alla propria sinistra, un po’ nascosta dalla vegetazione, c'è una piccola grotta circolare, alta quanto basta a consentire a una persona di starvi comodamente ritta. Il sentiero per la vetta del Giogo è completamente esposto allo sguardo, basta seguirlo e, in 2 minuti, si è a destinazione. Il tratto di sella che precede l'arrivo è immerso in rigogliosi cespugli di ginestre; lo spettacolo che offrono durante la fioritura e i tavoli allestiti sulla cima invogliano a fermarsi per recuperare le forze e fare picnic. È presente anche un cartello che, in termini concisi ma esaurienti, spiega gli aspetti geologici salienti della zona.

Il ritorno avviene per la stessa strada. Dopo 2 minuti si è all'altezza della grotta; lì occorre girare a sinistra, verso il basso. Meno di 10 minuti occorrono per ritrovarsi al cippo commemorativo, e 5 minuti più tardi si affronta la salita a sinistra, al bivio in corrispondenza della casa con giardino. Ormai non ci sono più dubbi, e si arriva all'automobile in 35 minuti.

Tratto da "Sentieri Piacentini" di Giorgio Carlevero