Bardi

Come raggiungere il punto di partenza

Punto di partenza: Bettola

Per chi proviene da Milano o da Bologna: dall’autostrada del Sole A1, uscire a Piacenza Sud, prendere la tangenziale Sud direzione stadio, proseguire per Podenzano, Ponte dell’Olio, Bettola (km 37) percorrendo la SP 654 R.

Per chi proviene da Brescia: percorrere l’autostrada A21 in direzione Torino, seguire per Bologna, continuare sull’A1, uscire a Piacenza Sud, prendere la tangenziale Sud direzione stadio, proseguire per Podenzano, Ponte dell’Olio, Bettola (km 37) percorrendo la SP 654 R.

Per chi proviene da Genova: dall’autostrada A7 continuare sull’A21, direzione Piacenza Ovest, prendere la tangenziale Sud direzione stadio, proseguire per Podenzano, Ponte dell’Olio, Bettola (km 37) prendendo la SP 654 R.

L’itinerario 

Una puntatina rapida, si fa per dire, in provincia di Parma per ammirare la fortezza di Bardi, perfetto connubio tra il lavoro dell’uomo e quello della natura che, come in questo caso, ci regala veri capolavori senza tempo. Ci muoviamo dalla bella piazza di Bettola, 330 mslm, dove troneggia la statua di Cristoforo Colombo, la cui famiglia sembra essere originaria di queste parti, affrontando subito una leggera salita che ci permette di ammirare il “solito” bel panorama del Nure che si apre un varco tra le montagne; la strada sale leggermente senza strappi e, dopo il passaggio da Olmo, scende in leggero falsopiano fino a Farini. Superiamo il torrente in centro paese, riprendendo la leggera salita del fondovalle. Lasciato l’incrocio sulla sinistra per Groppallo, proseguiamo per qualche chilometro sulla 654 fino alla deviazione per Le Moline. Il poco traffico motorizzato incontrato sulla provinciale sparisce del tutto. Inizia qui il passo delle Pianazze che, come si può facilmente intuire dal nome, è un’ascesa gentile che ci porta, dopo 12 facili chilometri, tra case isolate, l’erba alta dei campi circondati dai boschi, fino al rifugio e subito dopo al valico a 950 mslm. Stiamo entrando adesso nel Parmense; sulla SP 25 la discesa bella e filante ci conduce ad un bivio che finisce sulla SP 359 R, in direzione Bardi. Pedaliamo adesso in val di Ceno; percorriamo una decina di chilometri di stradina stretta e solitaria, con qualche mangia e bevi anche impegnativo, fino a quando il possente maniero medioevale si materializza improvvisamente davanti a noi in tutta la sua bellezza, poco prima di entrare nel borgo. Imponente, a picco sopra uno sperone roccioso domina tutto il territorio circostante; distesa ai suoi piedi, la bella cittadina di Bardi, 625 mslm, sembra quasi svanire. Una sola parola: spettacoloso. Un breve ma gustoso ristoro e subito imbocchiamo sulla nostra sinistra la SP 77 di Boccolo per ritornare in terra piacentina. Questa salita, dopo il primo km abbastanza impegnativo, si rivela dolce e pedalabile, anche se ci fermiamo più di una volta per ammirare ancora il castello da un’altra angolazione: ci risulta oltremodo difficile staccare gli occhi da una simile meraviglia.

Sono quasi 12 km che si concludono al Passo Linguadà a 950 mslm, in un’atmosfera di profonda calma e tranquillità caratteristica peculiare propria di queste terre. Ai lati della strada molte cataste di legna sono sistemate con estrema cura; i camini funzionano ancora alla grande tra queste montagne. Ancora un lunghissimo falsopiano che attraversa piccoli borghi sperduti, Boccolo dei Tassi, Boccolo Noce, Bruzzi e poi, prima di arrivare a Groppallo, la deviazione sulla destra (attenzione al cartello quasi illeggibile) per scavallare i 3500 metri di sentiero che si arrampicano impegnativi e duri con qualche tratto superiore anche al 10%, che ci portano alla chiesina di S. Franca a 1200 mslm, già descritta in un altro giro sull’altro versante. Una salita quasi “clandestina” ma dal fascino irresistibile; noi ci facciamo volentieri del “male” perché è su questi piccoli sentieri, asfaltati in qualche maniera, che sentiamo forte il fascino di questa terra così bella e poco conosciuta. Arrivati al piccolo altopiano di Prato Barbieri, la successiva e lunghissima discesa ci riporterà a Bettola dopo 90 km e 1600 m di dislivello. Un giro che mostra tutte le bellezze naturali proprie della Val Nure, impreziosite dalla magnifica vista del castello di Bardi, appena di là del confine della provincia; ma la bici (e la bellezza, binomio perfetto in questo caso) è proprio il mezzo più adatto per superarli (i confini).

Variazioni possibili

1) Dopo 3,5 km dallo scollinamento del passo Pianazze, nei pressi di un tornante destrorso, parte la “strada della devota Margherita Antoniazzi” che in 6,5 km di discesa riporta sul percorso originario in località Vischetto di là, permettendo di risparmiare 4 km e la contropendenza di Gabriellini.

2) Dopo 6,5 km dallo scollinamento del passo Linguadà, nei pressi di Riovalle, anziché imboccare la salita al passo di Santa Franca si può proseguire dritto e raggiungere Groppallo. Da qui, bella discesa su Farini e ritorno a Bettola. In questo caso non si risparmiano chilometri ma si evita la difficile salita di S. Franca.

Tratto da "Cicloturismo in Libertà" di Dino Schiavi e Graziano Majavacchi